Negli ultimi mesi tutti I media hanno diffuso le allarmanti notizie riguardanti le enormi difficoltà in cui versa l'apicoltura e le api stesse (tanto da vederne minata la sopravvivenza) dagli interi alveari a intere aziende. Noi apicoltori sappiamo bene che le api sono la cartina tornasole dell'ambiente e quindi dello stato di salute del mondo intero.
Si è quantificato che il lavoro delle api dona all'agricoltura cifre iperboliche in termini economici, 150-200 ma forse anche 300 miliardi di euro, che nessuno può forse calcolare con precisione. Ma l'ambiente e tutte le catene produttive naturali che vivono e si sviluppano in esso, in quanto patrimonio dell'umanità e culla del benessere pubblico, hanno forse un prezzo? Sarebbe come cercare di quantificare l'importanza della foresta tropicale. E' il caso di ridurla a mera quantificazione monetaria, per quanto impressionante? Secondo noi non completamente.
Non è quantificabile qualcosa che ci fa vivere anziché morire, ma è quantificabile la sua importanza, perchè estrema. Quando ci ammaliamo non badiamo a spese: andiamo dal medico e paghiamo a caro prezzo farmaci, cure ed analisi senza battere ciglio perché ci rendiamo conto che la nostra salute è il nostro futuro e dobbiamo salvaguardarla anche a costo di rinunciare a qualsiasi altra cosa.
La domanda è purtroppo retorica: verso il mondo che ci circonda e l'ambiente siamo attenti in egual misura?
Percepiamo l'ambiente come qualcosa di nostro e di dovuto. Quando ci rendiamo conto che sta morendo biasimiamo I fantomatici "altri", una società estranea dalle nostre scelte quotidiane e ci riteniamo responsabili solamente in minor parte.
Sfortunatamente la sostanza non cambia: il mondo si ammala e noi con esso; le nostre difese immunitarie stanno morendo (e le api ne sono un calzante parallelismo) ma anziché allarmarci come invece lo saremo di fronte ad una malattia, pensiamo solo a come sostituire le api con qualcosa di artificiale. C'è da chiedersi come regirebbe l'opinione pubblica se I medici ci ponessero di fronte alla drammatica notizia che il nostro sangue si impoverisce e muore e ci proponessero quindi come soluzione la sostituzione di esso con del plasma artificiale, prodotto magari da qualche grande industria farmaceutica...
Si creerebbe probabilmente una situazione di panico vicina alla rivolta popolare, il Papa come tutti gli altri rappresentanti religiosi getterebbero anatemi e scomuniche e tutti saremo giustamente allarmati.
Singolare come invece se si tratta di api la soluzione che si tira fuori è solo come sostituirle a fare a meno di loro. Le diamo già per spacciate e siamo pronti a sacrificarle sull'altare del progresso e in nome di un'economia che lentamente ma inesorabilmente distrugge il nostro pianeta.
Vorremmo quindi chiedere a tutti voi di cercare di essere più attenti nelle nostre piccole scelte, quelle che sembrano insignificanti ma che decidono nel piccolo le sorti del nostro futuro. Si parla spesso di agricoltura a km 0, e anche l'apicoltura ne fa parte. Scegliere I prodotti che non fanno lunghi viaggi è una scelta duplicemente saggia: in primis perché I prodotti italiani sono regolamentati da leggi tra le più severe al mondo e oltretutto acquistare da produttori vicini a casa nostra significa acquistare prodotti che mantengono al meglio le loro caratteristiche organolettiche e il loro valore biologico, oltre a inquinare meno il pianeta in inutili spostamenti di merci e soprattutto supportati chi ha ancora il coraggio di lavorare in apicoltura nonostante le grandissime difficoltà.
Un ultima riflessione sarebbe da fare sui prodotti che arrivano a prezzi veramente bassi e riempiono gli scaffali dei grandi magazzini; lo scandalo del latte cinese ci ha dimostrato come se ce ne fosse ancora bisogno che la nostra salute è scientificamente calpestata e chi vende prodotti alimentari non ha assolutamente a cuore la salubrità di ciò che produce ma vuole solo entrare dentro le nostre case favorito da una crisi economica che tende a farci scegliere I prodotti più economici. Forse è il caso di rinunciare a cambiare il telefonino spesso per avere l'ultimo modello di tal marca e di pensare invece come consumatori ad acquistare qualcosa che ci dia garanzie. Si parla del fatto che I cibi biologici siano spesso pericolosi per la presenza di qualche "abitante" sgradito forse poco bello da vedere ma che quantomeno se è in vita significa che non è stato bombardato da pesticidi. Più che del piccolo insetto nell'insalata c'è da temere piuttosto dei prodotti cosi pefetti, venduti poi a prezzi a dir poco sospetti, che sembrano finti, artificiali. Come il latte di cui si parla recentemente.